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Temperatura percepita: perché 32 gradi non sono tutti uguali

di Andrea Pingue · · 6 minuti di lettura

Trentadue gradi all'ombra di un portico ventilato e trentadue gradi su una piazza assolata a mezzogiorno non sono la stessa cosa, e chiunque abbia attraversato una città d'estate lo sa bene. Eppure il numero che leggiamo nelle previsioni è identico. Il motivo è semplice: la temperatura ufficiale misura l'aria, non quello che sente il nostro corpo.

Cosa misura il termometro

Le stazioni meteorologiche misurano la temperatura a circa due metri da terra, dentro una capannina bianca e ventilata che protegge il sensore dal sole diretto. È una scelta necessaria per avere dati confrontabili in tutto il mondo, ma descrive solo uno dei fattori che contano per il nostro benessere.

Il corpo umano scambia calore con l'ambiente in quattro modi: con l'aria che lo circonda, con il vento che porta via il calore dalla pelle, con l'evaporazione del sudore e con la radiazione, cioè il calore che riceviamo dal sole e dalle superfici intorno a noi (asfalto, muri, terreno) e quello che noi stessi irradiamo. Quando si sta al sole, quest'ultimo termine può pesare più della temperatura dell'aria.

Gli indici del passato

Per tenere conto di questi fattori sono stati inventati molti indici. L'indice di calore usato negli Stati Uniti combina temperatura e umidità; il wind chill combina temperatura e vento ed è nato per i climi freddi. Ognuno funziona bene nel suo ambito, ma nessuno considera tutti i fattori insieme, e soprattutto quasi nessuno tiene conto del sole.

L'UTCI: un indice per tutte le stagioni

Tra il 2005 e il 2009 un gruppo internazionale di ricercatori, riunito nell'azione europea COST 730, ha sviluppato l'Universal Thermal Climate Index (UTCI). Alla base c'è un modello del corpo umano che simula come reagiscono pelle, muscoli e circolazione, compreso il fatto che ci vestiamo in modo diverso a seconda del clima. Il risultato è una temperatura equivalente: quella che, in condizioni di riferimento (ombra, poco vento, umidità moderata), provocherebbe la stessa sensazione delle condizioni reali.

L'UTCI ha bisogno di quattro dati: temperatura dell'aria, umidità, velocità del vento e temperatura media radiante, che riassume tutta la radiazione che ci colpisce. È quest'ultima a fare la differenza tra ombra e sole.

Qualche esempio con i numeri

Ecco come cambia la temperatura percepita in alcune situazioni tipiche, calcolata con il polinomio ufficiale dell'UTCI. Il vento è quello misurato a 10 metri di altezza.

SituazioneAriaPercepita (UTCI)
Estate, all'ombra, vento debole, umidità 45%32°32°
Stesse condizioni, ma in pieno sole32°39°
In pieno sole con una brezza di 15 km/h32°36°
All'ombra, vento debole, umidità 75%32°36°
Inverno, aria calma, umidità 70%2°2°
Inverno, vento a 36 km/h2°−22°
Inverno, sole e aria calma10°17°

Il sole d'estate aggiunge diversi gradi, l'umidità alta rende il caldo più pesante perché il sudore evapora con fatica, e la brezza dà un po' di sollievo. D'inverno è il vento a dominare: a 2 gradi con un vento sostenuto la sensazione è quella di un freddo intenso, mentre una giornata di sole senza vento a 10 gradi risulta piacevole.

Perché conta il posto in cui ti trovi

Le stesse previsioni danno sensazioni diverse a pochi metri di distanza. In una strada stretta tra palazzi alti il sole diretto arriva meno ore al giorno, ma i muri e l'asfalto accumulano calore e lo restituiscono fino a sera, e il vento è più debole. In campo aperto il sole arriva pieno ma il vento circola. Nel bosco la chioma degli alberi filtra la radiazione. Per questo su Meteopatico puoi scegliere «dove ti trovi»: la percepita viene calcolata con la radiazione e il vento tipici di quel luogo.

Le classi di stress termico

I valori dell'UTCI sono divisi in dieci classi ufficiali. Tra 9 e 26 gradi non c'è stress termico; sopra i 26 inizia lo stress da caldo, che diventa forte oltre i 32, molto forte oltre i 38 ed estremo oltre i 46. Sul versante freddo, sotto i 9 gradi c'è un lieve stress, sotto lo zero moderato, sotto i −13 forte. Meteopatico traduce queste classi in parole semplici, da «Si sta bene» a «Caldo molto intenso».

Cosa non dice la percepita

L'UTCI descrive una persona media che cammina. Età, condizioni di salute, abitudine al clima e abbigliamento possono cambiare molto la sensazione individuale: anziani, bambini e persone con malattie croniche soffrono il caldo prima degli altri. La temperatura percepita è quindi uno strumento per organizzarsi, per esempio per scegliere l'ora di una corsa o il percorso più ombreggiato, e non sostituisce le indicazioni dei medici o le allerte per le ondate di calore emesse dalle autorità sanitarie.

Fonti

  • Bröde P. et al. (2012), «Deriving the operational procedure for the Universal Thermal Climate Index (UTCI)», International Journal of Biometeorology 56
  • Blazejczyk K. et al. (2012), «Comparison of UTCI to selected thermal indices», International Journal of Biometeorology 56
  • Valori della tabella calcolati da Meteopatico con il polinomio ufficiale dell'UTCI; temperatura media radiante di 60° per le condizioni di pieno sole estivo e di 30° per il sole invernale

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