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Stratwarming e vortice polare
Il vento del vortice polare a 30 km di quota oggi soffia a 14 m/s da ovest. Sia il modello europeo ECMWF sia l'americano GFS lo vedono invertirsi, cioè soffiare da est: ECMWF dal 6 novembre, GFS dal 5 novembre. Se succede sarà uno stratwarming maggiore.
Sopra il Polo, a 30 km, la temperatura prevista da ECMWF sale di circa 13 °C nei prossimi giorni: è il riscaldamento che dà il nome al fenomeno.
Calcolo Meteopatico dai dati dei modelli, aggiornato alle 23:13 del 30 ottobre. Non è una previsione del tempo in Italia: gli effetti al suolo, se arrivano, si vedono dopo settimane.
La forza del vortice polare
Vento medio da ovest a 10 hPa (circa 30 km) lungo il 60° parallelo nord, in metri al secondo. Sotto lo zero il vento gira da est: è la definizione di stratwarming maggiore.
La temperatura sopra il Polo
Temperatura media a 10 hPa sulla calotta polare (80° N e Polo Nord), in °C. Durante uno stratwarming sale di decine di gradi in pochi giorni.
Novembre 2026: uno stratwarming record?
A fine ottobre 2026 i modelli hanno cominciato a vedere qualcosa di molto raro: un vortice polare che, appena formato, si indebolisce fino a invertire i venti già nei primi giorni di novembre. Secondo Severe Weather Europe il modello d'insieme europeo il 28 ottobre dava il 96% di probabilità di inversione entro l'11 novembre, quello americano il 71%, il modello europeo basato sull'intelligenza artificiale (AIFS) il 37%. Se l'evento si conferma sarebbe lo stratwarming maggiore più precoce mai registrato, con almeno tre settimane di anticipo sul precedente.
Cosa può voler dire per l'Italia è presto per dirlo. A inizio novembre l'aria davvero fredda disponibile sull'Artico e sulla Russia è ancora poca, e gli effetti di uno stratwarming, quando arrivano, scendono al suolo in qualche settimana. Sullo sfondo c'è un El Niño forte nel Pacifico, che secondo diversi studi tende a indebolire il vortice anche nel resto dell'inverno. Seguiremo l'evoluzione su questa pagina, che si aggiorna da sola.
Domande frequenti
Cos'è lo stratwarming?
È un riscaldamento improvviso della stratosfera sopra il Polo Nord: in pochi giorni la temperatura a 30 km di quota può salire di 30-50 °C. Il riscaldamento indebolisce o rompe il vortice polare, il grande giro di venti da ovest che d'inverno circonda l'Artico. Quando il vento medio a 60° di latitudine e 10 hPa (circa 30 km) gira da est si parla di stratwarming maggiore.
Lo stratwarming porta il gelo in Italia?
Non automaticamente. In circa due casi su tre gli effetti scendono verso il suolo nel giro di 2-6 settimane: le correnti da ovest si indeboliscono, si formano blocchi anticiclonici e l'aria fredda artica può scendere verso l'Europa. Dove arriva dipende però dalla posizione dei blocchi: a volte tocca l'Europa centro-settentrionale, a volte l'Italia, a volte l'America o l'Asia. Uno stratwarming aumenta le probabilità di freddo, non lo garantisce.
Quanto è frequente?
Gli stratwarming maggiori capitano in media sei volte ogni dieci anni, quasi sempre tra gennaio e febbraio, quando il vortice è più forte e le onde dell'atmosfera che lo disturbano sono più energiche. A novembre sono rarissimi.
Cosa cambia tra rottura e spostamento del vortice?
Nello spostamento (displacement) il vortice resta intero ma viene spinto lontano dal Polo, di solito verso l'Europa o la Siberia. Nella rottura (split) si divide in due o tre parti, che possono portare il freddo in zone diverse dell'emisfero. Gli split tendono ad avere effetti al suolo più marcati.
Cosa è successo nel 2018?
Il 12 febbraio 2018 il vortice polare si è spezzato in due. Due settimane dopo l'aria gelida siberiana, il "Burian", ha raggiunto l'Europa e l'Italia: il 26 febbraio ha nevicato anche a Roma. È l'esempio più citato di stratwarming con effetti forti sull'Italia.
Come calcoliamo i grafici: il vento è la media della componente da ovest in 36 punti lungo il 60° parallelo, uno ogni 10° di longitudine, alle 00 UTC di ogni giorno; la temperatura è la media di 12 punti sull'80° parallelo e del Polo. Dati dei modelli ECMWF IFS e GFS distribuiti da Open-Meteo (CC BY 4.0); il passato viene dalle analisi di GFS. Sono calcoli semplificati: i centri di ricerca usano le medie su tutta la griglia, con valori che possono differire di 1-2 m/s.
Fonti: Severe Weather Europe, 28 ottobre 2026; Meteored, 20 ottobre 2026.