Metodologia
Questa pagina spiega da dove vengono i dati di Meteopatico, come li elaboriamo e quali sono i limiti. Le formule principali vengono dalla letteratura scientifica; dove usiamo stime nostre lo diciamo esplicitamente.
Da dove vengono i dati
Le previsioni orarie e giornaliere arrivano da Open-Meteo. Per i primi giorni usiamo, dove disponibile, modelli ad alta risoluzione: in Liguria AROME di Météo-France (2,5 km, circa due giorni) e poi il modello italiano ICON-2I di ItaliaMeteo-ARPAE (2 km, tre giorni); nel resto d'Italia ICON-2I. Per i giorni successivi, fino a 16, la combinazione di modelli nazionali e internazionali che Open-Meteo sceglie per ogni località. Oltre il settimo giorno la previsione è una tendenza e va presa come tale. Per la temperatura non prendiamo un modello solo ma la media pesata di quelli disponibili (in Liguria AROME, ICON-2I e la combinazione di Open-Meteo, altrove gli ultimi due): ogni sera confrontiamo, ora per ora e per gli ultimi 35 giorni, quello che ogni modello aveva previsto per oggi, domani e dopodomani con la temperatura misurata in circa 45 stazioni meteo italiane, e diamo a ciascun modello un peso inverso al quadrato del suo errore. La media si usa solo se, sugli ultimi 7 giorni (che non servono a calcolare i pesi), sbaglia almeno il 3% meno di un modello per volta; un modello che sta per finire perde peso gradualmente, così non ci sono salti. I risultati sono nella pagina Come vanno le previsioni. Usiamo temperatura, umidità, vento a 10 metri e in quota, nuvolosità, radiazione solare, precipitazioni e relativa probabilità, neve, pressione al suolo ed energia disponibile per i temporali (CAPE). I dati sono distribuiti con licenza CC BY 4.0.
Il bollettino scritto (per la Liguria e per l'Italia) e le pagine evento sono preparati da un'intelligenza artificiale, Claude di Anthropic, a partire da un fascicolo di dati di Meteopatico: le previsioni del motore per 18 località liguri e 49 città italiane, gli scenari degli ensemble, gli avvisi di Meteopatico, la pioggia misurata e le allerte ufficiali. Il modello ha istruzioni precise: usare solo quei dati, riportare le allerte ufficiali così come sono e dire quando i modelli non sono d'accordo. Un controllo automatico confronta ogni numero del testo (millimetri, km/h, gradi, percentuali) con quelli del fascicolo: se qualcosa non torna il testo viene riscritto e, se ancora non torna, non si pubblica e resta online la versione precedente. Il bollettino esce alle 5:30 e alle 17:30 e, nei giorni di allerta, anche alle 11:30 (al massimo tre volte al giorno); con lo stesso controllo si aggiornano le pagine evento, che la redazione può ritirare. All'intelligenza artificiale non arriva nessun dato sugli utenti.
In prova (non ancora mostrato). Per i temporali sui rilievi liguri calcoliamo ogni ora due indici presi dalla letteratura sulla pioggia orografica, e li salviamo nel registro di verifica per confrontarli con la pioggia caduta. Il primo è il numero di Froude umido (Chen e Lin, 2005): il vento a 850 hPa diretto verso il crinale diviso per la stabilità dell'aria umida tra 925 e 700 hPa e per l'altezza del crinale. Insieme al CAPE distingue quattro situazioni: temporali che nascono davanti ai monti e risalgono verso il mare e la costa, sistemi quasi fermi vicino ai rilievi, sistemi fermi sui rilievi che scivolano anche nell'entroterra, pioggia diffusa sui rilievi. Il secondo è la pioggia che il solo sollevamento dell'aria umida sui pendii può produrre (Alpert, 1986): vento verso il crinale per la pendenza fino allo spartiacque per l'umidità a 850 hPa, con un'efficienza del 50%. In tutta Italia calcoliamo anche i vettori di Corfidi (Corfidi, Merritt e Fritsch, 1996; Corfidi, 2003), che dicono come si sposta un sistema temporalesco: le singole celle viaggiano con il vento medio tra 850 e 300 hPa, ma le nuove nascono dalla parte da cui arriva l'aria umida nei bassi strati, per cui il sistema nel suo insieme si muove con la differenza tra i due venti. Quando questa differenza è piccola i temporali si rigenerano sullo stesso punto e la pioggia si accumula per ore; da qui stimiamo quanto un nucleo di pioggia intensa largo 30 km resta sopra la località. Li useremo negli avvisi solo se il confronto con le misure dimostrerà che aiutano.
In prova: avvisi dalla probabilità. Oggi l'avviso nasce dal massimo previsto da un modello solo. In prova calcoliamo invece la probabilità di pioggia intensa (almeno 10 mm in un'ora o 30 in 3 ore) e forte (25 in un'ora o 50 in 3 ore) nelle 24 ore, mettendo insieme tre cose: la quota di scenari dei modelli d'insieme che la prevedono (ICON-D2, ICON-EU, ECMWF IFS e AIFS, metà del peso), la quota di modelli ad alta risoluzione che la prevedono (AROME, ICON-2I e la combinazione di Open-Meteo, 30%) e, in Liguria, la quota di punti a circa 13 km dalla località dove è prevista (20%), perché un temporale previsto a 10 km può cadere qui. Il livello segue le classi del sistema nazionale: moderato da una probabilità del 30%. Ogni sera la confrontiamo con le misure insieme all'avviso attuale, ai modelli da soli e all'allerta ufficiale, e controlliamo che sia affidabile (quando dice 40%, deve succedere circa 4 volte su 10): la useremo al posto dell'avviso attuale solo se fa meglio.
In Italia il riquadro della pioggia minuto per minuto può usare il nowcasting di Meteopatico, calcolato dal radar della Protezione Civile (Radar-DPC, pioggia in atto ogni 5 minuti su celle di 1 km). Confrontiamo le ultime tre immagini radar, a 10 minuti l'una dall'altra, nella zona entro 90 km dalla località e cerchiamo lo spostamento che le sovrappone meglio: è la direzione e la velocità con cui si muovono le aree di pioggia, fino a circa 100 km/h. Poi "spostiamo in avanti" l'immagine più recente: la pioggia attesa tra un certo numero di minuti è quella che adesso si trova a monte, alla distanza che percorrerà nel frattempo. Più si guarda avanti nel tempo, più la pioggia si media su un cerchio largo (da 1 km adesso a circa 5 km tra un'ora e mezza), perché l'incertezza cresce. L'orizzonte è di 90 minuti: questo metodo segue i temporali che esistono già, ma non vede quelli che devono ancora nascere né dice se si rinforzano o si spengono. C'è un'eccezione che l'estrapolazione sbaglia sempre: i temporali autorigeneranti, come quelli a V liguri, in cui ogni cella si sposta ma le nuove nascono nello stesso posto. Se nuclei di pioggia forte (almeno 15 mm/h) entro 20 km stanno da almeno 40 minuti sugli stessi chilometri quadrati (almeno metà sovrapposti, spostati di non più di 6 km), li consideriamo quasi fermi: la previsione tiene ferma la pioggia attuale attorno alla località per un'ora, poi la riduce un po', e il riquadro lo scrive. Il tipo (pioggia, neve o mista) viene dal modello. Lo stesso calcolo alimenta gli avvisi push di pioggia in arrivo.
Quando è disponibile, il riquadro "Prossime 4 ore, minuto per minuto" usa invece il nowcasting di Rainbow Weather: una previsione a brevissimo termine che segue lo spostamento delle aree di precipitazione già in atto e indica, minuto per minuto, intensità (mm/h) e tipo (pioggia, neve o mista). Lo mostriamo solo quando i modelli prevedono precipitazioni nelle ore successive. Le intensità sono stime: chiamiamo "debole" una precipitazione sotto 2,5 mm/h, "moderata" fino a 7,6 mm/h, "forte" fino a 30 mm/h e "molto forte" oltre. I millimetri attesi si ottengono sommando, minuto per minuto, l'intensità divisa per 60: li indichiamo per l'episodio, per la prossima ora e per l'intero periodo, insieme al picco.
Confronto tra i modelli. Nella sezione "I modelli sono d'accordo?" mettiamo a confronto le massime, le minime e la pioggia giornaliere di ECMWF (Centro europeo), ICON (servizio meteorologico tedesco), ARPEGE/AROME (Météo-France), ICON-2I (ItaliaMeteo-ARPAE), UKMO (Met Office britannico) e GFS (NOAA, Stati Uniti). Giudichiamo la previsione "solida" quando le massime differiscono al massimo di 2,5 gradi e i modelli concordano sulla presenza di pioggia; "incerta" quando le massime differiscono di oltre 5 gradi o quando solo una parte dei modelli prevede pioggia. Servono almeno tre modelli: i modelli ad alta risoluzione coprono solo i primi 3-4 giorni.
Per esperti. Zero termico, temperatura a 850 hPa, pressione ridotta al livello del mare e punto di rugiada vengono dagli stessi modelli. La quota neve è la quota alla quale la temperatura di bulbo umido scende a +1,3 °C, la stessa definizione del Servizio meteorologico tedesco (DWD) per il modello ICON: il bulbo umido tiene conto del raffreddamento dei fiocchi che evaporano nell'aria secca, per cui con aria asciutta la neve scende più in basso dello zero termico, e con aria satura resta circa 300 metri sotto. Per i primi giorni usiamo la quota calcolata dal modello su tutta la colonna d'aria (ICON-2I e ICON); più avanti la cerchiamo noi sul profilo suolo, 925, 850 e 700 hPa, calcolando il bulbo umido alla pressione di ciascun livello con l'equazione psicrometrica; solo se mancano i dati in quota torniamo alla regola dei 300 metri sotto lo zero termico. Quando il modello fa già nevicare al suolo, per esempio con aria fredda intrappolata nelle valli, la quota neve è quella della località. Nelle ore senza precipitazioni il bulbo umido non è significativo, perché l'aria secca si inumidisce appena comincia a piovere: lì indichiamo dove cadrebbe la neve con aria satura, circa 300 metri sotto lo zero termico. Il confronto con il clima usa le medie del periodo, interpolate tra un mese e l'altro.
Mappe a 2 km. Le mappe della pagina Mappe sono disegnate da Meteopatico a partire dai campi completi del modello ICON-2I pubblicati come dati aperti dall'Agenzia ItaliaMeteo (licenza CC BY 4.0): pioggia e neve accumulate ora per ora, temperatura, vento e raffiche, nuvolosità, zero termico, quota neve, CAPE e potenziale di fulminazione, per 72 ore e due corse al giorno. I valori del modello vengono interpolati sulla cartina tra i quattro punti di griglia più vicini; la neve fresca è stimata con un rapporto di 10 a 1 rispetto all'acqua equivalente. La mappa della temperatura percepita applica a ogni punto di griglia lo stesso indice UTCI delle previsioni per località (persona in piedi in campo aperto): la temperatura media radiante viene ricavata dalla radiazione solare diretta e diffusa del modello, dall'emissività del cielo in funzione dell'umidità e delle nubi e da un suolo che si scalda al sole e si raffredda nelle notti serene; il vento è quello a 10 m e l'umidità viene dal punto di rugiada. Ogni immagine è un PNG a tavolozza in cui l'indice del pixel codifica il valore: toccando la mappa il sito legge il valore previsto in quel punto senza scaricare altri dati.
Mare, aria e pollini. Onde e temperatura del mare vengono dai modelli d'onda distribuiti da Open-Meteo e si riferiscono al mare aperto più vicino; non sono adatti alla navigazione. Qualità dell'aria e pollini sono previsioni del servizio europeo Copernicus per l'atmosfera (CAMS), su una griglia di circa 10 km; l'indice è quello europeo dell'Agenzia europea dell'ambiente.
Le medie climatiche delle città sono calcolate sugli anni 2016–2025 a partire dalla rianalisi ERA5, una ricostruzione del tempo passato basata sulle osservazioni. Descrivono una cella di griglia di alcuni chilometri e non una singola stazione: in zone di costa o di montagna possono differire dalle misure locali.
La temperatura percepita (UTCI)
La temperatura percepita è calcolata con l'Universal Thermal Climate Index (UTCI), sviluppato nell'ambito dell'azione europea COST 730. Rappresenta la temperatura che, in condizioni di riferimento (ombra, aria calma, umidità moderata), provocherebbe nel corpo la stessa risposta fisiologica delle condizioni reali. Usiamo il polinomio ufficiale a 210 termini di Bröde e colleghi (2012), che riproduce il modello termofisiologico completo.
L'UTCI richiede quattro valori: temperatura dell'aria, umidità, vento e temperatura media radiante, cioè quanto ti scaldano il sole e le superfici intorno. Quest'ultima dipende dal luogo che scegli: in una strada stretta tra i palazzi il cielo visibile è ridotto, il sole diretto arriva meno e le pareti restituiscono il calore accumulato; in campo aperto il sole arriva pieno ma il vento è più forte. Con «come capita» il sole diretto è pesato con la frazione di cielo visibile del luogo; con «al sole» e «all'ombra» l'utente fissa la condizione, e all'ombra restano solo la luce diffusa e quella riflessa. Calcoliamo la radiazione con un bilancio semplificato a due emisferi e il fattore di proiezione della norma tedesca VDI 3787; le temperature di pareti e suolo sono stime che seguono con ritardo il riscaldamento del sole (circa due ore per il suolo, quattro per le pareti, che di notte restituiscono il calore accumulato). L'emissività del cielo sereno dipende dall'umidità (formula di Brunt): le notti secche fanno perdere più calore di quelle umide.
L'UTCI vuole il vento a 10 metri. Nei luoghi riparati (città, vicoli, bosco) stimiamo prima il vento all'altezza della persona e poi lo riportiamo a 10 metri con un profilo logaritmico, così la protezione del luogo si riflette nella percepita.
Le classi di comfort
Le parole e i colori di Meteopatico seguono le 10 classi ufficiali di stress termico dell'UTCI, con una differenza: la classe "nessuno stress termico" va da 9 a 26 °C percepiti ed è troppo larga per dire "si sta bene" (una sera a 13 gradi, senza sole, la maggior parte delle persone la sente fresca). Per questo la dividiamo a 15 °C: sotto scriviamo "Fresco". Le segnalazioni degli utenti ("fa freddo", "si sta bene", "fa caldo") ci servono anche per controllare queste soglie.
| Percepita | Su Meteopatico | Classe ufficiale UTCI |
|---|---|---|
| oltre 46° | Caldo estremo | Stress da caldo estremo |
| da 38° a 46° | Caldo molto intenso | Stress da caldo molto forte |
| da 32° a 38° | Caldo intenso | Stress da caldo forte |
| da 26° a 32° | Caldo moderato | Stress da caldo moderato |
| da 15° a 26° | Si sta bene | Nessuno stress termico |
| da 9° a 15° | Fresco | Nessuno stress termico (parte fresca) |
| da 0° a 9° | Freddo | Lieve stress da freddo |
| da −13° a 0° | Molto freddo | Stress da freddo moderato |
| da −27° a −13° | Freddo intenso | Stress da freddo forte |
| da −40° a −27° | Freddo molto intenso | Stress da freddo molto forte |
| sotto −40° | Freddo estremo | Stress da freddo estremo |
Il riquadro "Cosa mettersi" traduce la percepita in un consiglio pratico. Partiamo dall'UTCI dell'ora, nel posto che hai scelto (in città, all'ombra, nel bosco...), e lo correggiamo per l'attività: chi fa sport produce più calore e può vestirsi più leggero (circa 8 gradi in più rispetto a chi cammina), chi sta fermo un po' più pesante (2 gradi in meno). Le fasce sono: oltre 32 abiti leggerissimi, 26-32 maniche corte, 21-26 maglietta o camicia, 16-21 maniche lunghe o felpa leggera, 9-16 felpa e giacca leggera, 3-9 giubbotto, da -4 a 3 giubbotto pesante e sciarpa, sotto -4 piumino, berretto e guanti; con pioggia probabile aggiungiamo l'ombrello. Spieghiamo anche perché la percepita è diversa dall'aria (il vento, il sole, la notte serena, l'umidità) e segnaliamo il primo cambio che conta nelle 12 ore successive: la pioggia in arrivo o un'ora in cui serve vestirsi in modo diverso. Sono indicazioni per una persona media: le segnalazioni degli utenti ci servono a tararle.
L'attività che scegli (fermo, cammino, lavoro, sport) non cambia l'UTCI, che è definito per una persona che cammina. Cambia invece i consigli e la fascia oraria consigliata: per lavoro e sport consideriamo comoda una percepita tra 5° e 23°, per chi sta fermo o cammina tra 9° e 26°, escludendo le ore con pioggia probabile.
Il comfort mediterraneo (MOCI)
Negli approfondimenti trovi anche il Mediterranean Outdoor Comfort Index di Salata e colleghi (2016), ricavato da interviste a persone che vivono a Roma: stima il voto di comfort su una scala da −3 (freddo) a +3 (caldo). È stato costruito su dati raccolti tra giugno e novembre, quindi con il freddo intenso è meno affidabile. L'isolamento dell'abbigliamento che richiede è una nostra stima in funzione della temperatura, corretta per l'attività come indicato da Golasi e colleghi (2016).
Pioggia, vento e frasi di sintesi
Le frasi come «Pioggia moderata dalle 15 alle 19» sono generate automaticamente. Un'ora conta come piovosa se il modello prevede almeno 0,2 mm oppure una probabilità di almeno il 50%. L'intensità è debole sotto 1 mm l'ora, moderata fino a 4 mm, forte oltre. Segnaliamo le raffiche quando superano 50 km/h e, negli avvisi, quando superano 60 km/h.
Temporali e indice SRSI
Scenari dei modelli (ensemble). Oltre alla previsione principale leggiamo le previsioni d'insieme di quattro modelli: ICON-D2-EPS del servizio meteorologico tedesco (20 scenari a 2 km per due giorni, aggiornati ogni 3 ore), ICON-EU-EPS (40 scenari a circa 7 km per cinque giorni) e gli ensemble del Centro europeo ECMWF, il modello fisico IFS e quello a intelligenza artificiale AIFS (51 scenari ciascuno a 25 km). Ogni scenario è lo stesso modello fatto partire da condizioni leggermente diverse: se gli scenari concordano la previsione è solida, se divergono l'incertezza è reale. Per ogni giorno calcoliamo quanti scenari superano 10, 30, 50 e 100 mm di pioggia e 30 mm in 3 ore; la probabilità è la media tra i modelli, ciascuno con lo stesso peso qualunque sia il numero dei suoi scenari. Quando gli scenari sono molto lontani tra loro mostriamo l'intervallo in cui cadono 8 scenari su 10 invece di una cifra sola, e negli avvisi indichiamo la probabilità di superare le soglie più alte. Dati: Open-Meteo Ensemble API (DWD, ECMWF).
Radar e pioggia caduta. In Italia il radar della mappa è quello della piattaforma Radar-DPC del Dipartimento della Protezione Civile: l'intensità della pioggia al suolo (SRI), stimata dalla rete nazionale dei radar corretta con i pluviometri, ogni 5 minuti su una griglia di 1 km. Scarichiamo i dati originali (GeoTIFF) e li ridisegniamo noi con la stessa scala di colori delle nostre mappe, mostrando l'ultima ora in movimento; fuori dall'Italia usiamo RainViewer. Per ogni località mostriamo anche quanta pioggia è caduta nelle ultime 3 e 24 ore secondo i prodotti cumulati della stessa piattaforma, che uniscono radar e circa 3.000 pluviometri dei Centri funzionali regionali (griglia di circa 1 km, aggiornata ogni mezz'ora). Sono dati in tempo reale non validati: un radar fermo o un pluviometro guasto possono lasciare buchi o valori sbagliati. I dati Radar-DPC sono rilasciati con licenza CC BY-SA 4.0 e le immagini radar disegnate da Meteopatico a partire da essi sono rilasciate con la stessa licenza.
Gli avvisi di temporale e di pioggia intensa si basano sui codici meteo del modello e su due segnali indipendenti di Meteopatico. Il primo è l'SRSI, un indice sperimentale che combina l'energia disponibile per i temporali (CAPE) con la variazione del vento tra il suolo, 850 hPa (circa 1.500 m) e 500 hPa (circa 5.500 m), che favorisce temporali organizzati e persistenti: senza instabilità vale zero, e l'avviso per temporali compare solo se almeno un modello prevede almeno 3 mm in 3 ore sulla località o nella zona attorno: con l'atmosfera instabile ma senza pioggia prevista, le prime settimane di verifica hanno dato quasi solo falsi allarmi. Il secondo è un punteggio della pioggia intensa, che non dipende dal CAPE perché i nubifragi stazionari possono cadere anche con poca instabilità sul punto: l'avviso è moderato oltre circa 10 mm in un'ora (o 30 mm in 3 ore) ed elevato da circa 25 mm in un'ora (o 50 mm in 3 ore). In Liguria segnaliamo anche la configurazione tipica dei temporali autorigeneranti (V-shape): vento al suolo da nord sotto un flusso umido da sud-est/sud a 850 hPa, quando l'SRSI o la pioggia prevista sono elevati. In questa zona l'SRSI considera anche il CAPE sul mare davanti alla costa, contato per il 60 %, perché l'aria umida in arrivo da sud accumula energia al largo prima di raggiungere la costa. In Liguria guardiamo anche la zona attorno, perché i modelli a 2 km spesso prevedono bene un temporale ma lo spostano di 10-20 km: leggiamo la pioggia in otto punti a circa 13 km dalla località e, se lì è molto intensa, l'avviso lo segnala anche quando sul punto ne è prevista poca. Calcoliamo inoltre un indice di convergenza ligure dai venti di alcuni punti fissi (tramontana in uscita dai valichi a Savona e Voltri, scirocco o libeccio a Chiavari e al largo del Golfo), dalla differenza di pressione tra Pianura Padana e mare e dal CAPE sul mare: quando è alto l'avviso dichiara che la posizione dei temporali è poco prevedibile e indica media e punte di pioggia della zona. Riconosciamo due situazioni tipiche della costa ligure che i modelli rendono male. La maccaja: vento debole da sud o calma, umidità vicina al 100 % e nubi basse senza pioggia vera, per almeno quattro ore di luce; la segnaliamo come informazione, non come avviso. La tramontana scura: precipitazioni sulla costa tra Savona e Genova, vento da nord a Savona o a Voltri e aria a 1 °C o meno a Novi Ligure; in questo caso avvisiamo che la neve può arrivare fino al mare anche se il modello prevede pioggia. Distinguiamo il versante marittimo dall'Oltregiogo con una linea di spartiacque approssimata. Sul versante marittimo stimiamo anche l'effetto Stau con il numero di Froude (vento a 850 hPa diretto contro il crinale, diviso per la stabilità dell'aria e per un'altezza media del crinale di 1000 m): sopra 1 il flusso umido scavalca i monti e le piogge più forti cadono su rilievi e crinali, sotto 1 viene frenato e i temporali possono nascere già sul mare e sulla costa. Per le località liguri mostriamo infine l'allerta ufficiale della Regione Liguria per la zona di allertamento (A-E) del comune, letta dal sito Allerta Liguria ogni 10 minuti: è l'unica che ha valore ufficiale. Nel resto d'Italia mostriamo l'allerta del bollettino nazionale di criticità idrogeologica e idraulica del Dipartimento della Protezione Civile (dati aperti CC BY 4.0), che esce ogni giorno nel pomeriggio per oggi e domani: collochiamo la località in una delle 187 zone di allerta e indichiamo il colore per temporali, rischio idrogeologico e rischio idraulico. Il bollettino nazionale riassume quelli regionali e può arrivare con qualche ora di ritardo: fa fede l'allerta della propria Regione. Dove i modelli ad alta risoluzione sono due (in Liguria AROME e ICON-2I) l'avviso mostra anche cosa prevede l'altro: se concordano lo dice; se solo uno vede pioggia intensa compare un avviso prudente che dichiara il disaccordo. Per i temporali stazionari e quando la convergenza è attiva, l'avviso indica il tratto di costa dove AROME e ICON-2I mettono la pioggia forte (in 19 punti da Ventimiglia a Sarzana, sulla costa e a circa 11 km nell'entroterra), e se i due modelli la mettono in posti diversi lo dice; prima dell'evento il livello resta moderato, e diventa alto solo se le misure lo confermano o se i due modelli concordano a meno di 6 ore. In Liguria confrontiamo poi gli avvisi con la pioggia misurata dai pluviometri di ARPAL (rete OMIRL), aggiornata ogni 5-10 minuti: se le stazioni entro 10 km hanno già misurato almeno 25 mm in un'ora o 50 mm in 3 ore (la soglia della pioggia forte) l'avviso diventa confermato; se l'ora prevista è passata da almeno un'ora, attorno è caduto quasi niente e il temporale sta piovendo altrove, l'avviso viene ridimensionato e indica dove piove davvero. Con almeno 20 mm misurati nell'ultima ora entro 10 km compare un avviso anche quando il modello non lo prevedeva. Fuori dalla Liguria facciamo lo stesso controllo con la pioggia stimata ogni 5 minuti dalla rete radar nazionale della Protezione Civile e corretta con i pluviometri regionali (prodotto SRT1 di Radar-DPC): è meno precisa di un pluviometro sul singolo punto, ma copre tutto il Paese. Ogni giorno, infine, salviamo gli avvisi per 20 località liguri e il giorno dopo li confrontiamo con i pluviometri ARPAL: il registro serve a misurare quanti avvisi si avverano, quanti sono falsi allarmi e quanti eventi sfuggono, e a tarare le soglie. Facciamo lo stesso per 47 città nel resto d'Italia, confrontando gli avvisi con la pioggia oraria stimata da radar e pluviometri della Protezione Civile entro 3 km. I risultati sono pubblici nella pagina Come vanno le previsioni. Restano stime di Meteopatico e non sono un'allerta ufficiale.
Neve
Se nevica lo dice il modello. Lo spessore della neve fresca lo stimiamo con il rapporto neve/acqua di Kuchera, che dipende dalla temperatura più alta nella colonna d'aria (suolo, 850 e 700 hPa): più l'aria è fredda, più la neve è soffice e voluminosa.
Limiti
Le previsioni hanno incertezze che crescono con i giorni. La temperatura percepita dipende da molti fattori locali, come ombra, materiali e ventilazione, che possiamo solo approssimare. La sudorazione indicata è una stima orientativa e non un'indicazione medica. Per decisioni che riguardano sicurezza e salute fai riferimento alle fonti ufficiali.
Fonti
- Bröde P. et al. (2012). Deriving the operational procedure for the Universal Thermal Climate Index (UTCI). International Journal of Biometeorology, 56, 481–494.
- Salata F., Golasi I., de Lieto Vollaro R., de Lieto Vollaro A. (2016). Outdoor thermal comfort in the Mediterranean area. A transversal study in Rome, Italy. Building and Environment, 96, 46–61.
- Golasi I. et al. (2016). Thermal Perception in the Mediterranean Area: Comparing the Mediterranean Outdoor Comfort Index (MOCI) to Other Outdoor Thermal Comfort Indices. Energies, 9(7), 550.
- VDI 3787 Blatt 2. Methoden zur human-biometeorologischen Bewertung von Klima und Lufthygiene.
- Stull R. (2011). Wet-Bulb Temperature from Relative Humidity and Air Temperature. Journal of Applied Meteorology and Climatology, 50, 2267–2269.
- Hersbach H. et al. (2020). The ERA5 global reanalysis. Quarterly Journal of the Royal Meteorological Society, 146, 1999–2049.
- Open-Meteo.com, previsioni meteo e dati storici, licenza CC BY 4.0.
- Agenzia ItaliaMeteo / ARPAE-SIMC, modello ICON-2I, dati aperti via MeteoHub, licenza CC BY 4.0.
- Météo-France, modello AROME, dati aperti distribuiti tramite Open-Meteo.
- Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), qualità dell'aria e pollini, tramite Open-Meteo.
- Dipartimento della Protezione Civile, piattaforma Radar-DPC (pioggia in atto e cumulata da radar e pluviometri, licenza CC BY-SA 4.0) e bollettino nazionale di criticità (licenza CC BY 4.0).
- Rainbow Weather (rainbow.ai), previsioni delle precipitazioni a brevissimo termine.