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Previsioni meteo in Liguria: perché sono così difficili e come leggerle
di Andrea Pingue · · 11 minuti di lettura
In Liguria capita spesso: l'allerta è arancione, a Savona non cade una goccia e a trenta chilometri, sopra Genova, in tre ore piove quanto in un mese. Oppure l'app sul telefono promette pioggia a 4 gradi e sotto la Lanterna nevica con la tramontana. Non è sfortuna e non sempre è un errore di chi fa le previsioni: la Liguria è uno dei posti più difficili d'Europa da prevedere. Capire perché aiuta a leggere meglio qualsiasi previsione, compresa quella di Meteopatico.
Un mare caldo, un muro di montagne e quattro porte
Tutto parte dalla forma della regione. Da una parte c'è il Mar Ligure, profondo e in autunno ancora caldo dopo l'estate: una riserva enorme di umidità e di energia. Dall'altra ci sono le Alpi Liguri e l'Appennino, che superano i 1000-1500 metri a pochi chilometri dalla costa. In mezzo c'è una striscia di terra stretta, con valli ripide e corte.
Il crinale però non è uniforme. Tra Savona e Genova si abbassa fino a 450-780 metri nei valichi di Cadibona, del Giovo, del Turchino e dei Giovi. Sono quattro porte che mettono in comunicazione diretta la costa con la Pianura Padana, un catino chiuso su tre lati dove d'inverno l'aria fredda ristagna. Molti dei fenomeni tipici della Liguria nascono proprio dal passaggio di aria attraverso queste porte.
A scala più grande, il Golfo di Genova è anche il posto dove nascono molte delle depressioni che portano il maltempo in Italia: quando una perturbazione atlantica incontra l'arco alpino, sul golfo si forma un minimo secondario, la cosiddetta «ciclogenesi sottovento alle Alpi» o «depressione di Genova». È uno dei fenomeni più studiati della meteorologia europea.
Cinque zone, non una regione
Per le allerte la Protezione Civile e il Centro Funzionale di ARPAL dividono la Liguria in cinque zone, separando i bacini che scendono verso il mare da quelli che scendono verso la Pianura Padana. La sola città metropolitana di Genova ricade in quattro zone diverse.
| Zona | Dove | Cosa la caratterizza |
|---|---|---|
| A | Ponente, versante marittimo: Imperiese e Savonese occidentale | Esposta a fronti e minimi da sud-ovest, spesso più riparata con i flussi da sud-est |
| B | Centro, versante marittimo: Savonese orientale, Genovesato, Golfo Paradiso | La zona della convergenza tra scirocco e tramontana: temporali stazionari e neve fino al mare |
| C | Levante, versante marittimo: Tigullio, Fontanabuona, Cinque Terre, Spezzino | Piogge forti e persistenti sui rilievi con scirocco e libeccio, frequente maccaja |
| D | Ponente, versante padano: valli Bormida, Erro, Orba e Stura | Clima più continentale, aria fredda che ristagna d'inverno, piene violente quando i temporali si bloccano sul crinale |
| E | Levante, versante padano: valli Scrivia, Trebbia e Aveto | Forti escursioni termiche, inversioni notturne nei fondovalle, nevicate abbondanti |
È il primo motivo per cui una previsione «per la Liguria» o anche «per Genova» dice poco: tra Voltri e Nervi, o tra la costa e Busalla, il tempo può essere completamente diverso.
Quando piove davvero tanto: lo Stau e la convergenza
Le piogge più forti nascono da due meccanismi, che in autunno, con il mare caldo, danno il peggio di sé.
Il primo è il sollevamento sui rilievi, che i meteorologi chiamano con la parola tedesca Stau. Quando lo scirocco o il libeccio spingono aria umida contro l'Appennino, l'aria non può aggirare l'ostacolo: sale lungo i versanti, si raffredda e condensa, e scarica pioggia abbondante sui versanti rivolti al mare e sui crinali. Conta molto la velocità del vento rispetto alla stabilità dell'aria, riassunta in un numero, il numero di Froude: se è alto il flusso scavalca le montagne e la pioggia più forte cade in quota e sui crinali; se è basso l'aria viene frenata prima, e i temporali possono nascere già sul mare o sulla costa.
Il secondo, e il più pericoloso, è la convergenza ligure. Sul Golfo di Genova si scontrano due masse d'aria opposte: lo scirocco caldo e umido che risale dal Tirreno lungo la Riviera di Levante, e la tramontana fredda e secca che esce dalla Pianura Padana attraverso i valichi del Savonese e di Voltri. La tramontana, più pesante, si infila sotto l'aria calda come un cuneo e la costringe a salire di colpo. Lungo la linea dove si incontrano, di solito sul mare tra Savona e Genova, nascono cumulonembi alti fino a 12 chilometri.
La pericolosità sta nel fatto che il sistema non si sposta. Nuove celle continuano a formarsi in mare, nel vertice della linea di convergenza, mentre quelle più vecchie vengono spinte verso l'entroterra dal vento in quota e si esauriscono. Da satellite e da radar il sistema ha la forma di una V, con la punta sul mare e l'apertura verso la Pianura Padana: per questo si parla di temporali «a V» o autorigeneranti. Finché l'equilibrio tra scirocco e tramontana regge, la pioggia cade sugli stessi bacini per molte ore, mentre a venti chilometri di distanza può non piovere quasi per niente. Ne abbiamo parlato più in dettaglio nell'articolo sui temporali autorigeneranti.
Numeri da cicloni tropicali
Le misure dei pluviometri di ARPAL raccontano bene cosa possono fare questi sistemi. Il 4 ottobre 2021 un temporale stazionario tra il Savonese orientale e le valli Stura, Orba ed Erro ha stabilito il record italiano di pioggia in 12 ore: 740,6 millimetri a Rossiglione. Negli stessi giorni a Genova Centro ne sono caduti circa 50, e nell'Imperiese quasi niente.
| Durata | Record ligure | Dove e quando |
|---|---|---|
| 1 ora | 181 mm | Vicomorasso (Genova), 4 novembre 2011 |
| 3 ore | 377,8 mm | Urbe, Vara Superiore (Savona), 4 ottobre 2021 |
| 6 ore | 496 mm | Montenotte Inferiore (Savona) e Rossiglione (Genova), 4 ottobre 2021 |
| 12 ore | 740,6 mm | Rossiglione (Genova), 4 ottobre 2021: record italiano |
| 24 ore | 948,4 mm | Genova Bolzaneto, 7-8 ottobre 1970 |
Per avere un'idea: a Genova in un anno intero cadono in media tra 1000 e 1300 millimetri di pioggia, a seconda del quartiere. Il 4 ottobre 2021 a Tiglieto ne sono caduti 505 in un giorno, quasi quanto nei nove mesi precedenti.
Quando nevica sul mare: la tramontana scura
Lo stesso gioco dei valichi spiega un'altra stranezza ligure: la neve fino al mare a Genova e Savona, anche quando le temperature in quota sembrerebbero troppo alte. Sul tratto di costa tra Savona e Genova si conoscono tre tramontane. La tramontana chiara porta cielo sereno e aria secca; quella bianca è forte ma con il cielo limpido; la tramontana scura porta il cielo plumbeo, ed è responsabile di quasi tutte le nevicate sulla costa.
Il meccanismo si capisce immaginando l'aria fredda come un liquido in una bacinella, la Pianura Padana, con il bordo formato dall'Appennino.
- Prima fase: il catino si riempie. Un'irruzione di aria fredda da nord-est riempie la pianura con temperature vicine o sotto lo zero. Quando lo strato freddo supera la quota dei valichi più bassi, comincia a tracimare e scende verso il mare come un fiume d'aria lungo le valli.
- Seconda fase: arriva l'aria umida. Una depressione si avvicina al Mar Ligure e richiama scirocco o libeccio. L'aria calda e umida, più leggera, scivola sopra il cuscino freddo, sale e produce precipitazioni. I fiocchi si formano in quota e attraversano lo strato di aria gelida che continua ad arrivare dai valichi: arrivano intatti fino alle banchine del porto, con vento da nord al suolo.
- Terza fase: il serbatoio si svuota. Quando l'aria fredda smette di arrivare in pianura, il cuscino si assottiglia. Appena scende sotto la quota dei valichi la tracimazione si ferma, il vento al suolo gira da sud e la temperatura sale di colpo: la neve diventa pioggia.
Durante l'evento l'equilibrio è instabile. Se lo scirocco rinforza può bloccare per un po' la tracimazione, e sulla costa la temperatura sale di diversi gradi con la pioggia; appena il vento da sud cala, l'aria fredda riprende a scendere e in pochi minuti la pioggia torna neve. Dove la barriera è alta e senza valichi bassi, come nell'Imperiese e nello Spezzino, l'aria fredda non passa: per questo sulla stessa costa può nevicare a Genova e piovere a Sanremo o alla Spezia.
Maccaja e gaigo
Non tutto il tempo ligure è estremo. Con vento debole da sud e aria molto umida, la costa si copre di nubi basse e grigie, l'umidità arriva al 100 % e cade qualche pioviggine: è la maccaja, che rende scivolose pietre e scalinate. Spesso basta salire di qualche centinaio di metri per uscire dalle nubi e trovare il sole sopra un mare di nuvole. Il suo opposto è il gaigo: con la tramontana l'aria umida della pianura avvolge i crinali, ma scendendo verso il mare si comprime, si scalda e si asciuga, e sulla costa il cielo è terso.
Perché le previsioni sbagliano il posto
Un modello meteorologico divide l'atmosfera in una griglia di quadratini e calcola cosa succede in ognuno. Per rappresentare bene una montagna o un temporale servono almeno quattro o cinque quadratini. I modelli globali, con maglie di 9-16 chilometri, vedono un Appennino «limato»: i valichi stretti come il Turchino o i Giovi quasi spariscono, e i temporali vengono stimati con formule approssimate invece che calcolati.
Per questo per la Liguria contano i modelli ad alta risoluzione, con maglie di 1-2,5 chilometri, che calcolano direttamente i moti dei temporali. ARPAL usa da anni la catena BOLAM-MOLOCH sviluppata dal CNR-ISAC, con il modello più fine a circa 1,5 chilometri; Météo-France produce AROME, il servizio meteorologico nazionale ItaliaMeteo e ARPAE producono ICON-2I a 2 chilometri.
Anche i modelli migliori, però, riconoscono bene gli ingredienti e meno bene il punto esatto. Basta che la linea di convergenza si sposti di 20-30 chilometri per spostare il diluvio da una valle all'altra, o in mare. Un esempio recentissimo: il 18 ottobre 2026 i modelli, già il giorno prima, mettevano le piogge più forti tra Varazze, Savona e la valle Stura, con oltre 100 millimetri previsti. Le piogge forti sono arrivate davvero, ma nel pomeriggio e una trentina di chilometri più a est: 49,6 millimetri in un'ora a Premanico, oltre 110 in sei ore a Sant'Ilario, mentre nel Savonese i pluviometri sono rimasti quasi a zero. È esattamente il tipo di errore che i modelli fanno più spesso in Liguria.
Per correggere il tiro, durante gli eventi contano le osservazioni: il radar meteorologico di Monte Settepani, che vede la pioggia ogni pochi minuti, e i circa duecento pluviometri della rete OMIRL di ARPAL, che misurano quanto piove davvero. A queste si aggiungono le reti delle associazioni locali, come Limet, con stazioni in molte valli e crinali.
Come le usa Meteopatico
Per le località liguri Meteopatico non si limita a prendere il dato di un modello nel punto più vicino:
- usa prima AROME, poi ICON-2I, e confronta i due modelli: se uno solo vede pioggia intensa lo dice, se concordano lo dice;
- guarda anche la pioggia prevista in otto punti a circa 13 chilometri e lungo tutta la costa, da Ventimiglia a Sarzana, perché il temporale previsto «qui» può cadere qualche valle più in là;
- calcola un indice di convergenza ligure dai venti di Savona, Voltri, Chiavari e del golfo, dalla differenza di pressione con la Pianura Padana e dall'energia disponibile sul mare; quando è alto, l'avviso dice che la posizione dei temporali è poco prevedibile e indica il tratto di costa dove i modelli li mettono, per esempio «tra Varazze e Genova»;
- stima lo Stau con il numero di Froude e riconosce la maccaja e la tramontana scura, con l'avviso di possibile neve fino al mare anche quando il modello prevede pioggia;
- prima dell'evento tiene gli avvisi sui temporali stazionari a un livello moderato, e li alza solo quando i pluviometri ARPAL vicini confermano o quando i due modelli concordano a poche ore; se invece l'ora prevista è passata e attorno non piove, mentre il temporale scarica altrove, lo dice;
- mostra sempre l'allerta ufficiale della Regione Liguria per la zona del comune, l'unica che ha valore per la Protezione Civile;
- ogni giorno salva i propri avvisi e il giorno dopo li confronta con i pluviometri, per sapere quanti si avverano e tarare le soglie.
Nella pagina Mappe c'è anche la mappa della probabilità di temporali stazionari, che mostra le zone dove il modello ICON-2I vede insieme pioggia molto forte, energia e convergenza dei venti.
Come leggere una previsione in Liguria
- Pensa per zone, non per punti. Se un'allerta o un avviso riguarda la tua zona, il fatto che il modello preveda poca pioggia proprio sul tuo comune conta poco: con la convergenza il diluvio può spostarsi di qualche valle.
- Guarda il versante e la quota. Costa, fondovalle, crinali e Oltregiogo hanno spesso tempo diverso. Per Genova, Savona o Rossiglione il punto esatto che scegli fa la differenza.
- Segui il radar e le misure durante l'evento. Nelle ore critiche le osservazioni valgono più di qualsiasi modello: il riquadro «Prossime 4 ore» di Meteopatico, il radar e i dati in tempo reale di Allerta Liguria.
- D'inverno, diffida della pioggia a 3-4 gradi con vento da nord. Tra Savona e Genova può essere l'inizio di una nevicata da tramontana scura.
- L'allerta ufficiale viene prima di tutto. Le previsioni automatiche, comprese quelle di Meteopatico, aiutano a capire cosa sta succedendo; le decisioni le prendono la Protezione Civile e i Comuni sulla base delle allerte regionali.
Fonti
- Allerta Liguria, «Divisione del territorio» (zone di allertamento)
- ARPAL Liguria, rapporto meteorologico di ottobre 2021
- SNPA, «Allerta meteo in Liguria, i primi dati sulle precipitazioni del 4 ottobre» (2021)
- Buzzi, Davolio, Fantini, «Cyclogenesis in the lee of the Alps: a review of theories», Bulletin of Atmospheric Science and Technology (2020)
- Rivista Ligure di Meteorologia n. 69, «La tramontana: chiara, scura…»
- Limet - Centro Meteo Ligure, «Tramontana scura» e «Maccaja» (Meteo Wiki)
- ARPAL, «Macaia» (glossario meteo)
- ISPRA, «Modello MOLOCH ad alta risoluzione: un consorzio nazionale» (2021)
- ARPAL, messaggio di monitoraggio meteo-idrologico del 18 ottobre 2026 ore 19:57 e dati della rete OMIRL